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Pillole Regionali. Inquinamento, l’80% di polveri sottili in Trentino proviene dalla combustione di legna

Inquinamento, l’80% di polveri sottili in Trentino proviene dalla combustione di legna. Appa: “Si può continuare a bruciare, ma bruciando bene”

Secondo le stime dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, alcuni inquinanti cancerogeni (fra tutti il benzoapirene), in inverno, provengono dalla combustione della legna per il riscaldamento domestico. Molto, però, si può fare adottando buone prassi: “La pulizia delle canne fumarie, ad esempio, ha a che fare anche con un problema di sicurezza. In Italia, ogni anno, si contano 10.000 incendi di tetti”

TRENTO. Va detto: la qualità dell’aria in Trentino, negli ultimi anni, è sensibilmente migliorata. Soprattutto grazie alle politiche adottate per contrastare l’effetto delle emissioni inquinanti. Tuttavia, i dati del monitoraggio provinciale evidenziano qualche criticità. Criticità che si concentrano, per lo più, in invernostagione difficile per una serie di fattori diversi. Fra questi, senza dubbio, le sfavorevoli condizioni di ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera. 

In Trentino, soprattutto nelle valli e nei piccoli paesini di montagna, è molto diffuso il riscaldamento domestico a legna. Una prassi, questa, che ha radici culturali e sociali molto profonde ma che, a discapito di quanto comunemente si pensa, può avere effetti inquinanti non da poco. 

Le stime dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) evidenziano come circa l’80% delle emissioni primarie di polveri sottili Pm10 in Trentino siano riconducibili alla combustione della legna nei piccoli impianti domestici, una percentuale che sale al 99% se si considera l’inquinante benzoapirene, un idrocarburo policiclico fortemente cancerogeno.

“La qualità dell’aria trentina – spiega Gabriele Tonidandel, direttore dell’Ufficio Aria, Agenti fisici e bonifiche dell’Appa – ha caratteristiche positive e, nel tempo, è migliorata molto. L’obiettivo è mantenere gli inquinanti entro i limiti di legge ma, nel lungo periodo, cercare di raggiungere una qualità dell’aria sempre più alta”.

Nonostante la bontà dell’aria che respiriamo, permane qualche criticità: “Si tratta soprattutto – continua Tonidandel – degli ossidi di azoto da traffico che si concentrano nel fondovalle, soprattutto nella valle dell’Adige, e nelle strade particolarmente trafficate. A Trento, ad esempio, abbiamo una stazione di monitoraggio della situazione (che usiamo come sentinella ) in via Bolzano, dove spesso si superano i limiti. Basta però allontanarsi di qualche decina di metri dalla strada e i valori tornano nella norma”.

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Fonte: il Dolomiti

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