Home Canne Fumaie Canna fumaria senza S.C.I.A., sanzione da 500 euro

Canna fumaria senza S.C.I.A., sanzione da 500 euro

378
0

Sassari: Per la mancata segnalazione inizio attività per la canna fumaria rivelatasi difettosa: l’impresa paga i danni ma non la sanzione.

L’azienda che ha venduta la stufa a pellet, tramite i suoi tecnici, ha installato al quarto piano di un palazzo condominiale, una canna fumaria che poi è rivelata non funzionante affumicando il balcone e danneggiando ancheil decoro della facciata. In seguito la stessa ditta ha provveduto a installare una nuova canna fumaria. Nel frattempo, però, il tecnico del Comune ha emesso a carico dell’inquilino che una sanzione pecuniaria per «opere eseguite in assenza di scia» con salvezza di danni ai terzi.

Infatti la “S.C.I.A”, la “Segnalazione certificata di inizio attività”, è il documento richiesto dalla legge per abilitare l’interessato a svolgere una determinata opera o servizio, è un onere del proprietario dell’immobile ed è suo dovere di attivarsi presso le competenti amministrazioni. In ambito edilizio, la “s.c.i.a” è prescritta dall’art. 23 Dpr 380/11 che sottopone i lavori di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell’edificio alla comunicazione certificata.

L’azienda invece che ha installato la stufa a pellet e la relativa canna fumaria difettosa, pare avere una responsabilità ai sensi dell’articolo 1494 cod. civ., in base al quale quest’ultimo risponde dei danni derivati dai vizi della cosa. Pertanto le eventuali spese sostenute per le riparazioni ai balconi e alle facciate dello stabile parrebbero costituire danni che vanno risarciti dal venditore purché non sia trascorso un anno dalla consegna.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.