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Approvate le L.G. Classificazione Sismica: 8 classi, 2 metodi di diagnosi

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L’Assemblea del Consiglio Superiore dei LL.PP. ha approvato nella seduta del 20 febbraio le Linee Guida di Classificazione Sismica degli edifici.

Questo nuovo documento, sostanzialmente operativo, richiede ai professionisti di determinare una classe di rischio confrontando un indice che rappresentativo del  costo dei danni che si accompagnano al superamento di ciascuno stato limite (è questa la vera novità) con l’Indice di sicurezza ottenuto come rapporto tra la PGA di capacità allo SLV e la PGA di domanda prevista dalla norma sempre allo SLV. In funzione del peggiore di  questi 2 parametri si attribuirà la classe di rischio: sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto.
Il documento finale è di sole 12 pagine, con l’obiettivo di favorirne l’uso e lasciare ampia libertà tecnica al professionista. Sostanzialmente l’ingegnere incaricato dell’attività deve effettuare una valutazione di sicurezza per lo stato limite di danno (SLD) e per lo stato limite di salvaguardia della vita (SLV), sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto, nel rispetto di quanto previsto dalle norme tecniche delle costruzioni.
Un documento sostanzialmente operativo, che richiede ai professionisti di determinare una classe di rischio in forza del costo dei danni che si accompagnano al superamento di ciascuno stato limite (è questa la vera novità) e dell’Indice di sicurezza ottenuto come rapporto tra la PGA di capacità allo SLV e la PGA di domanda prevista dalla norma sempre allo SLV. In funzione di  questi 2 parametri si attribuirà la classe di rischio: sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto.
Il professionista potrà quindi effettuare l’analisi di vulnerabilità dell’edificio o comunque dell’unità strutturale ai sensi di quanto previsto dal capitolo 8 delle NTC e della allegata Circolare; ciò va fatto con riferimento alla struttura nello stato di fatot e nello stato di progetto. Con gli stessi principi e le stesse conoscenze richieste per trattare le strutture esistenti secondo le NTC, può, utilizzando la metodologia delle linee guida, individure la classe di rischio pre e post intervento. A seconda degli interventi progettati, si può migliorare la classe dell’edificio; ai fini degli incentivi fiscali, il bonus riguarda uno o due scatti di classe fino a un massimo dell’85%. E’ previsto anche uno scatto di classe nel caso di interventi classificati dalla NTC come interventi locali.
La Classificazione del rischio sismico degli edifici prevede 8 classi e va da A+ , A, fino a G e si effettua sulla base del PAM (Perdita Annuale Media attesa) e dell’Indice iS_V di salvaguardia della vita. Il primo parametro tiene conto dei costi di ricostruzione, solidamente ancorati ai valori di L’Aquila e non solo a valutazioni teoriche; il secondo è basato sull’indice già utilizzato dal 2004 e adesso ampiamente previsto nel cap. 8 “Edifici esistenti” della NTC che a breve viene pubblicata. Il secondo indice è importante per controllare la salvezza delle vite ed è spontaneamente soddisfatto in progetti equilibrati. Mentre corregge progetti poco equilibrati che per limitare il PAM abbiano troppo privilegiato lo Stato Limite di Danno.
Per effettuare le attività che portano alla classificazione del rischio della struttura vengono messi a disposizione degli operatori due metodi: il primo, quello semplificato, è basato su meccanismi rapidi, ispirati ai rilievi effettuati dalla Protezione civile negli scenari di emergenza, e può essere impiegato per le operazioni sugli edifici in muratura. L’idea di questo metodo è creare una procedura speciale, meno costosa, per stimolare i cittadini a mettere in sicurezza i loro fabbricati con piccoli interventi di rammendo, come le catene utilizzate per sostenere gli edifici in muratura o la ristrutturazione di un tetto di un piccolo immobile.
Partirà subito una campagna di formazione per volontà del MIT e sarà costituita una Commissione di monitoraggio, sempre del Consiglio Superiore dei LLPP.

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