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Balcone in condominio: anche se non aumenta il volume è ristrutturazione edilizia! Le regole

Tar Milano: il balcone che prospetta sul cortile interno non può qualificarsi come intervento di restauro e risanamento conservativo poiché altera la struttura

L’inserimento dei balconi, pur non comportando un aumento di volumetria o di superficie utile, varia l’aspetto estetico dell’edificio, comportando, quindi, un apprezzabile mutamento nel “prospetto” dell’edificio stesso. Per questo si tratta di ristrutturazione edilizia e non di restauro e risanamento conservativo.

Lo ha affermato il Tar Milano nella sentenza 2059/2019 dello scorso 30 settembre, che ha accolto il ricorso di una condomìna contro un’altra, rea di aver realizzato un intervento edilizio qualificato come restauro e risanamento conservativo, consistente nella realizzazione di un balcone che prospettava sul cortile interno, poiché tale l’intervento si poneva in contrasto con l’art. 55 c. 3 delle NTA del PGT, che in zona A non consentono l’edificazione di nuove aperture e che non poteva qualificarsi come intervento di restauro e risanamento conservativo, in quanto il balcone altera la struttura. Non solo: per la ricorrente sussisteva anche la violazione del DM 1444/1968 nella parte in cui prevede in zona A la conservazione della distanza tra i volumi esistenti.

Balcone in condominio: è ristrutturazione edilizia perché altera il prospetto dell’edificio

Queste opere – sostiene il Tar – devono considerarsi soggette a permesso di costruire, a norma dell’art. 10 dpr 380/2001, che vi assoggetta oltre gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica anche quelli di ristrutturazione edilizia, tra i quali appaiono sussumibili gli interventi che determinano modifiche dei prospetti (v. TAR Puglia, Bari, Sez. III, 1° aprile 2019 n. 470).

Da ciò consegue, sul piano della qualificazione dell’intervento, che mentre la mera apertura può in particolari casi essere ricondotta all’attività di restauro e risanamento conservativo, così non può certamente affermarsi per il balcone aggettante che, modificando sempre e sistematicamente l’aspetto esterno, configura una ristrutturazione edilizia, in quanto, muta, seppure in parte, gli elementi tipologici formali e strutturali dell’organismo preesistente.

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Fonte: in Genio

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