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Dichiarazione di conformità per opere parziali

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fiammaL’art. 7 del D.M. 37/2008 disciplina la redazione della dichiarazione di conformità alla fine dei lavori per tutte le opere così come elencate nell’art. 1 del decreto medesimo (impianti di riscaldamento, impianti di adduzione del gas, canne fumarie, ecc).

Nello specifico l’art.7 comma 3 recita:

In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità e l’attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell’opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto.Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all’articolo 5, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto.

Facciamo l’esempio di un intervento frequente: semplice sostituzione della caldaia domestica (stesso combustibile), senza intervento sulle rimanenti parti dell’impianto.

Vediamo di rispondere a qualche domanda:

1. Come va realizzata la dichiarazione di conformità? La dichiarazione di conformità prenderà in considerazione solo le opere realizzate (il generatore e gli accessori sostituiti, i relativi allacciamenti come ad esempio quello all’impianto di adduzione del gas, all’impianto di riscaldamento e acqua calda sanitaria, al canale da fumo, la compatibilità del locale, le aperture di aerazione/ventilazione, ecc). Non riguarderà pertanto l’impianto di adduzione gas (escluso l’allacciamento), il camino e le rimanenti parti dell’impianto non soggette ad intervento.

2. Quali sono gli allegati obbligatori? Gli allegati obbligatori sono:

  • la relazione contenente la descrizione dei materiali impiegati e la compatibilità tecnica della caldaia con le altri parti di cui è composto l’impianto (compresa la canna fumaria!);
  • lo schema dell’impianto o il progetto semplificato redatto dal responsabile tecnico della ditta installatrice inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera ponendo, così come per la relazione, particolare attenzione alla compatibilità tecnica con le altre parti non soggette ad intervento;
  • il riferimento alla dichiarazione di conformità precedente se realizzata;
  • copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali.

3. Devo effettuare la verifica della canna fumaria e dell’impianto di adduzione del gas? La dichiarazione di conformità deve tener conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto. Fanno parte dell’impianto anche la canna fumaria e la tubazione di adduzione del gas. Non è pensabile che l’installatore, quando sostituisce un apparecchio, non si preoccupi di verificare la funzionalità e l’idoneità della canna fumaria e della tubazione di adduzione del gas. Questo è ancora più necessario quando si va ad operare su condomìni dotati di canne fumarie di tipo Shunt alle quali, ricordo, si possono allacciare esclusivamente caldaie atmosferiche con sistema di evacuazione dei prodotti della combustione funzionante a pressione negativa.

4. Sono responsabile per le altre parti dell’impianto su cui non ho operato? L’installatore non può essere responsabile delle parti su cui non ha operato. Ad esempio non può verificare la corretta posizione della tubazione di adduzione del gas sottotraccia e nemmeno la presenza della relativa guaina di protezione oppure l’assenza di giunzioni nei tratti interrati o non ispezionabili. E’ altrettanto vero però che la verifica di tenuta dell’impianto, la presenza della valvola di intercettazione all’interno dell’appartamento,  la corretta posa delle tubazioni a vista e degli eventuali attraversamenti di locali con pericolo d’incendio (come ad esempio l’autorimessa) rientrano tra le  verifiche che è necessario svolgere per poter dichiarare l’impianto sicure e funzionale, così come previsto dal comma 3 sopra citato.

5. Sono obbligato a rimediare alle anomalie che riscontro sull’impianto se sono errori commessi da altri installatori? La risposta è sicuramente si! L’impianto per poter funzionare deve rispettare quanto previsto dalle norme. Non è possibile quindi rilasciare una dichiarazione di conformità, anche per opere parziali, nel caso in cui l’impianto non sia a norma in ogni sua parte, chiaramente nei limiti delle verifiche di sicurezza e funzionalità che è possibile eseguire nella condizione in cui si trova l’impianto.

6. Cosa devo fare se il proprietario si rifiuta di mettere a norma una parte dell’impianto su cui non sono chiamato ad operare? Prima di fare qualsiasi operazione sull’impianto e ancor prima di predisporre l’eventuale preventivo, l’installatore deve fare una ricognizione completa e valutare tutti gli aspetti e le eventuali problematiche che riscontra sull’impianto. Solo successivamente potrà illustrare al proprietario le operazioni che è necessario svolgere per ripristinare la conformità alle norme, eseguire il lavoro di sostituzione della caldaia e redigere la dichiarazione di conformità. Un esempio per tutti: se la canna fumaria presenta criticità tali da non consentire il rispetto delle norme, anche in considerazione della tipologia di apparecchio che si vuole installare, deve prima essere ripristinata la sicurezza e la funzionalità del camino e solo successivamente potrà essere eseguito l’intervento di sostituzione del generatore.

7. Cosa succede se ho allacciato una caldaia a gas a condensazione ad un camino non idoneo? L’impianto è potenzialmente pericoloso e la dichiarazione di conformità alle norme (in particolar modo alla UNi7129) redatta e sottoscritta dall’installatore non corrisponde al vero. APRIE ha facoltà di segnalare la violazione alla competente CCIAA per l’irrogazione delle sanzioni previste dall’art. 15 del DM 37/2008

 

a cura dell’APRIE

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