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Scarico condensa prodotta da apparecchi a condensazione in relazione al DLGS 152

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condense2Il Ministero dell’Ambiente ha risposto ad alcuni quesiti posti da Assotermica (Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici)  in merito al tema dello scarico condensa prodotta da apparecchi a condensazione in relazione al DLGS 152 e successive modifiche e integrazioni.
Ha anche chiarito alcuni dubbi relativi alla norma UNI-CIG 7129:2015.

Innanzitutto il Ministero ha definito acque reflue domestiche la condensa di caldaie a condensazione ad uso domestico sia da sole che in miscela con “le acque fecali derivanti dal metabolismo umano”. Lo scarico del miscuglio di condensa e lo scarico di acque meteoriche vengono definiti come scarico di acque reflue urbane.

Lo scarico delle condense negli apparecchi a condensazione è un argomento importante molto sentito da tutta la filiera: produttori e installatori.

I quesiti erano finalizzati, a identificare ulteriori semplificazioni nello scarico della condensa (rispetto a quelle già previste nella nuova UNI
7129-5: 2015 “ Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e messa in servizio. Parte 5: sistemi per lo scarico delle condense), prevenire eventuali contestazioni e trovare una risposta su cosa significhi effettuare lo scarico della condensa in conformità alla legislazione vigente (frase he spesso fa inoltrare gli operatore in una labirinto senza usita).
Vediamo qualisono stati i quesiti posti al ministero e le relative risposte.
Quesito n. 1
E’ possibile affermare che la condensa proveniente da impianti domestici e similari possa essere scaricata insieme alle acque meteoriche (es.: in pluviali, canali di gronda, etc,), previa neutralizzazione e previo accertamento dell’idoneità dei materiali utilizzati?

Quesito n. 2
In riferimento alla domanda 1, e qualora la risposta fosse affermativa, è sempre necessario ricorrere alla neutralizzazione o questa può essere evitata in caso di miscelazione con i reflui basici prima dell’immissione nel collettore fognario o dello scarico in acque superficiali?

Risposte del ministero a entrambi i quesiti
Le condense provenienti da caldaie si assimilano ad acque reflue domestiche; tali condense possono essere mescolate alle acque meteoriche (l’insieme costituisce uno scarico di acque reflue urbane), talvolta anche senza neutralizzazione. La semplificazione notevole è dovuta al fatto che si ritiene
che la condensa non aggiunga criticità ulteriori ai reflui, salvo il medio grado di acidità facilmente compensabile.

I casi sono 2:
a) Se la rete fognaria è di tipo unitario (cosa che avviene quasi dappertutto in Italia) la neutralizzazione è necessaria solo se il materiale di cui è costituita la
canalizzazione (o pluviale) in cui arriva la condensa sia a rischio di corrosione;

b) Se la rete fognaria è del tipo “separato” non è ammesso lo scarico della condensa nelle acque meteoriche.
Pertanto, in caso di reti fognarie unitarie e di pluviali di materiale idoneo allo scarico della condensa, si potrebbe addirittura scaricare direttamente la condensa nel pluviale, senza neutralizzazione.

Quesito n. 3
E’ possibile, inoltre, scaricare la condensa in pozzetti interrati circondati da materiali neutralizzanti, come avviene, ad esempio in Inghilterra (norma BS 6798:2009)?

Risposte del ministero al quesito n.3
Su questo tema, la risposta è stata in linea con quanto previsto dal D. Lgs. 152/06 in tema di scarico nel suolo (vietato, in generale, ma consentito nel caso di
insediamenti, installazioni o edifici isolati, purché in linea con le disposizioni regionali).
L’assimilazione dello scarico in pozzetto neutralizzatore per condense allo scarico dei reflui domestici sul suolo per edifici non serviti da reti fognarie
offre un’ulteriore soluzione.

Quesito n.4
E’ corretto affermare che i requisiti previsti dal D. Lgs. 152/06 in tema di disciplina degli scarichi (artt. 101 e seguenti) devono essere verificati nel punto di immissione in corpi idrici superficiali e/o in reti fognarie (e non nel singolo impianto di smaltimento dei reflui domestici dell’edificio)?

Risposte del ministero al quesito n.4
La risposta chiarisce che l’eventuale campionamento viene fatto immediatamente a monte dell’immissione dello scarico nel recapito (fognatura, acque superficiali, suolo, sottosuolo). Questo significa che, normalmente, i valori previsti dal D. Lgs. 152/06 non vengono misurati all’uscita del singolo impianto domestico (non soggetto a controlli o ad autorizzazioni) ma all’uscita del collettore prima del corpo recettore.

Questa risposta è utile per inibire interpretazioni troppo rigide sulla necessità di neutralizzazione della condensa o del suo convogliamento nello scarico dei
reflui basici.

Conclusioni
I chiarimenti ministeriali aprono la strada a nuove modalità di scarico della condensa, alla semplificazione degli oneri installativi e fornisce una certezza interpretativa sulla conformità alla legislazione vigente.

2 Commenti

  1. Buongiorno,
    è tutto molto chiaro.
    Avrei da porle un quesito proprio in merito alle caratteristiche della canalizzazione della condensa.
    Nel mio caso la condensa viene scaricata in un lavandino, il cui scarico finisce nel sistema fognario. Io abito al primo piano e condivido la colonna di discesa delle acque domestiche con l’inquilino al piano terra.
    Siccome ho comprato questa abitazione costruita negli anni 70, non so con certezza di che materiale sia tale colonna. Se fosse di plastica non mi porrei alcun problema, ma vista la data di realizzazione dell’immobile temo che ci potrebbero essere degli elementi nella colonna (non visibili, purtroppo) in materiale non plastico (es. piombo?).
    Come mi dovrei comportare?
    La potenza della mia caldaia a condensazione è 30 kW.

    Spero in un gentile riscontro.
    Grazie
    Cordialmente,
    Francesco Simeone

  2. Vorrei sostituire la vecchia caldaia di casa con una delle nuove caldaie a condensazione presenti oggi sul mercato. Per la conformità del vano muro nella quale la caldaia è posizionata e per la impossibilità nel far andare lo scarico del liquido all’interno di uno scarico di fogna di bagno o cucina, l’unica soluzione propostaci è quella di collegare un tubo in plastica che raccoglie il liquido in una vaschetta sotto la caldaia a pochi cm di distanza.
    La mia domanda e il mio dubbio è se questo liquido è nocivo, tossico o altro e se la vaschetta conviene tenerla in casa o meglio sul balcone. Grazie

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