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L’uso dei gas infiammabili negli impianti di condizionamento

E’ ammessa l’installazione di impianti caricati con R32 in luoghi aperti al pubblico. Il dubbio è legato al fatto che il refrigerante R32 è infiammabile. Ci sono restrizioni dettate dalla normativa sulla prevenzione incendi e, nonostante il rischio principale sia il rilascio consistente di refrigerante a causa di una rottura (di collegamenti e/o componenti), recentemente i Vigili del Fuoco hanno ricordato come le installazioni con refrigeranti infiammabili siano di fatto limitate.

I gas refrigeranti impiegati nella climatizzazione, in modo particolare nei sistemi split, sono l’R22, l’R407C e l’R410A. La sigla R….. è stata inventata, partendo dalla formula chimica del fluido, dall’associazione americana ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), per identificare in modo semplice ed immediato un refrigerante. Questa classificazione dei refrigeranti è riconosciuta a livello mondiale.

Come si vede dalla figura a fianco, questa caratteristica “infiammabile” del nuovo refrigerante non passa inosservata in quanto l’ogiva della bombola è di colore rosso e sull’etichetta è evidenziata l’infiammabilità del refrigerante.

In particolare non è consentita l’installazione di impianti frigoriferi caricati con fluido frigorigeno infiammabili nelle seguenti strutture:

  • alberghi e altre attività ricettive quali villaggi turistici e affittacamere,
  • attività commerciali aventi superficie superiore a 400 m2,
  • ospedali, strutture sanitarie e centri diagnostici,
  • scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado,
  • locali di pubblico spettacolo, teatri, cinema, sale da ballo,
  • uffici con oltre 25 persone presenti,
  • edifici di interesse artistico e storico,
  • impianti sportivi.

Per gli alberghi, gli uffici, gli ospedali, i locali di pubblico spettacolo, sia per gli impianti centralizzati che per quelli localizzati è consentito il condizionamento dell’aria a condizione che il fluido refrigerante non sia infiammabile e/o tossico.

Per le sopracitate attività commerciali la limitazione è  analoga ma gli impianti localizzati d tipo UTA possono essere installati direttamente negli ambienti serviti purché la potenza elettrica di ognuno non superi i 50 kW .

Anche nelle scuole nei gruppi frigoriferi devono essere utilizzati  fluidi frigorigeni non infiammabili ma negli impianti centralizzati con potenza > 75 kW i gruppi stessi devono essere inoltre installati in locali appositi, così come le centrali di trattamento aria superiori a 50.000 mc/h .

La norma di buona tecnica UNI EN 378:2017 classifica invece il refrigerante R32 come “debolmente infiammabile” e ne ammette l’utilizzo in luoghi aperti al pubblico con alcune accortezze, finalizzate a limitare al minimo il rischio di incendio. Sebbene esista questa norma tecnica, al momento la legislazione vigente non consente di installare impianti contenenti R32 o altro refrigerante infiammabile nelle attività sopra elencate.

Probabilmente la normativa di prevenzione incendi necessiterebbe di un ulteriore aggiornamento ma per installatori e manutentori è opportuno che, oltre ai  requisiti della UNI EN378, facciano attenzione anche a non ricadere nelle casistiche sopracitate in cui è vietato l’uso di refrigeranti infiammabili.

A partire dal 2025, sarà vietato immettere in commercio apparecchiature monosplit caricate con i refrigeranti più inquinanti e quindi preferiscono sin da subito produrre apparecchiature pre caricate con R32.

Al momento, in attesa di nuovi refrigeranti oppure dell’introduzione di nuove leggi, si dovrà continuare a utilizzare il R410A nella installazione e nella manutenzione delle apparecchiatura a servizio dei luoghi aperti al pubblico sopra elencati. È invece da preferirsi il refrigerante R32 per le piccole installazioni in ambienti non vincolati dalle sopraelencate normative antincendio, con l’accortezza di rispettare le norme di buona tecnica, quali la UNI EN 378:2017, al fine di limitare al minimo il rischio di incendio.


La tendenza verso l’uso dei refrigeranti infiammabili è aumentata nell’arco dell’ultimo decennio.

Gli idrocarburi ora si usano in larga misura sia nei piccoli sistemi compatti sia nei sistemi più grandi.

L’HFO così come l’R1234ze hanno un’infiammabilità più bassa e si stanno estando in diverse applicazioni. Si stanno iniziando ad utilizzare anche gli HFC infiammabili come l’R32.

Definizioni utili

  • HC = idrocarburisostanze
  • che si trovano in maniera naturale e che contengono solamente idrogeno e carbonio;
  • HFC = idrofluorocarburi l’idrocarburo
  • alogenato contiene solamente idrogeno, fluoro e carbonio;
  • HFO = idrofluoro olefineidrocarburo
  • alogenato che contiene solamente idrogeno, fluoro e carbonio insaturo.

I refrigeranti sono classificati negli standards internazionali secondo la loro infiammabilità e la loro tossicità. La classificazione “A” indica bassa tossicità (“B” alta tossicità). I numeri 1,2 o 3 che seguono le lettere A o B indicano il grado di infiammabilità.

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