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Quesito Tecnico. La dichiarazione di conformità deve essere consegnata al SUAP?

DOMANDA TECNICA

Volevo sapere se la Dichiarazione di conformità deve essere consegnata al SUAP del comune oppure no (Sportello Unico per le Attività Produttive). Ho sentito pareri contrastanti…

RISPOSTA

Secondo l’articolo 9 comma 2 del “DL Semplificazioni“, Decreto Legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in Legge 4 aprile 2012, n. 35 : “…omissis… 2. La dichiarazione unica di conformita’ e la documentazione allegata sono conservate presso la sede dell’interessato ed esibite, a richiesta dell’amministrazione, per i relativi controlli. Resta fermo l’obbligo di comunicazione ai fini del rilascio del certificato di agibilita’ da parte del comune o in caso di allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica o acqua.”

Tradotto: non è più necessario depositare copia della dichiarazione di conformità in comune, se non per gli impianti realizzati in immobili senza agibilità. Si sottolinea che il Decreto Legge 9 febbraio 2012 n. 5 parla di dichiarazione di conformità di impianti termici, ma in realtà si riferisce a tutti gli impianti. Il titolo completo del documento è “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” e introduce la “Dichiarazione unica di conformità” per tutti gli impianti: un documento, uguale per tutti gli impianti, che il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà produrre.

Quindi, una volta prodotta la dichiarazione unica di conformità questa va inviata:
– In caso di nuovo immobile senza agibilità: al SUAP (sportello unico) per ottenere l’agibilità e al Distributore entro 30 giorni dalla nuova fornitura (37/08);
– In caso di immobile agibile: al Distributore in caso di nuova fornitura;
– Negli altri casi: a nessuno. Va tenuta sull’impianto a disposizione in caso di controlli (es. per DPR 462).

Purtroppo però, come spesso accade in Italia, il ministero non ha mai pubblicato il modulo “Dichiarazione Unica di Conformità” da non confondersi con la “Dichiarazione di conformità” quindi ci si chiede se a tutti gli effetti il Decreto del 9 febbraio 2012 si può ritenere valido oppure no.

A tal riguardo una posizione positiva in merito è avvalorata anche dal documento emanato dalla camera dei deputati (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo D.L. 5/2012 – A.C. 4940-A Schede di lettura) dove all’art. 9 recita: “Si fa presente che l’art. 11 del D.M. 37 reca taluni obblighi in ordine al deposito della dichiarazione di conformità presso lo sportello unico per l’edilizia e l’art. 284 del D.Lgs. 152/2006 prevede obblighi di inoltro alle autorità competenti. Dovrebbe ritenersi che tali obblighi sono superati dalla norma in esame (al riguardo, potrebbe essere opportuno un chiarimento).”

Inoltre nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 12 del 27/01/2012 [48], in cui è stato inizialmente approvato il testo del decreto-legge, è stato sottolineato che la norma in commento “elimina una inutile duplicazione nelle certificazioni di conformità, con un risparmio stimato in oltre 50 milioni di euro all’anno”.

Quindi anche se l’articolo 9 comma 2 del DL semplificazioni fa in realtà riferimento alla dichiarazione unica di conformità degli impianti (art.9 comma 1), non ancora introdotta, possiamo credere, ma non possiamo esserne sicuri,  che il concetto è valido anche per il modello attuale: è quindi eliminare l’invio della dichiarazione di conformità allo sportello unico, se non per il rilascio del certificato di agibilità o nei casi previsti dall’articolo 2 del DPR 22 ottobre 2001, n. 462 “Messa in esercizio e omologazione dell’impianto“.

In conclusione,tutte belle parole, ma in questa fase confusionale, per stare tranquilli forse è meglio continuare ad inviare le dichiarazioni al comune o contattare direttamente il SUAP e chiedere se il codesto ufficio applica il Decreto Legge del 9 febbraio 2012 (e quindi non riceve più le conformità) o al contrario le vuole.

Spiacenti di non poter dare precise sul da farsi….ma questa è l’Italia.

 

a cura Staff Tecnico Progetto Gas

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