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Pillole Regionali. Regione Puglia. Manutenzione caldaia, Confartigianato Imprese di Lecce: “Migliaia di leccesi a rischio sanzioni per mancati controlli”

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Puglia_2mapMigliaia di leccesi a rischio sanzione per i mancati controlli sulle caldaie.

A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese del capoluogo salentino, e in particolare il presidente della categoria “impiantisti termoidraulici”, Antonio Mancarella.

Quest’ultimo, nella nota diffusa, spiega i due rischi ai quali sarebbero esposti i cittadini: “Il primo per disinformazione, perché si ritiene erroneamente che, in assenza di ispezioni da parte del Comune, non sia necessario effettuare le operazioni di manutenzione periodiche sulla caldaia. In questo caso, oltre alle multe, omettendo anche le previste verifiche di sicurezza, si mette a repentaglio l’incolumità propria e dei vicini di casa. Nel caso in cui si eseguisse la revisione periodica dell’impianto – aggiunge Mancarella – può capitare di non rispettare tutte le novità normative, commissionando al proprio manutentore solo una parte dei controlli”.

Esempio: l’analisi dei fumi, che in passato si effettuava ogni due anni, oggi va eseguita ad ogni manutenzione e quindi annualmente. E sempre annualmente bisogna effettuare una prova di tenuta certificata dell’impianto gas. L’assenza di uno dei controlli rende, di fatto, nulla la revisione periodica.

“In entrambi i casi – sottolinea il presidente – il cittadino sarà esposto a sanzioni alla ripresa dei controlli, con un’aggravante nel primo caso: la responsabilità civile e penale per omessa manutenzione a carico del cittadino in caso di incidenti”.

Queste situazioni si potrebbero verificare perché dal 31 luglio scorso, il Comune di Lecce ha sospeso il servizio d’ispezione sugli impianti termici, introducendo nuovi standard di sicurezza e di risparmio energetico. Si continua a leggere: “La precedente normativa attribuiva alle Province l’onere di compiere accertamenti sulle caldaie esistenti sul proprio territorio. Tuttavia, consentiva ai Comuni con popolazione superiore ai 40mila abitanti di assumere tale onere. Il Comune di Lecce aveva scelto questa opzione, affidando l’incarico a più società private susseguitesi negli anni (l’ultima è stata la cooperativa Vit). L’entrata in vigore del Dpr 74/13 ha addossato la responsabilità dei controlli in capo alle Regioni. Quella pugliese, in attesa di varare un proprio regolamento, delegò temporaneamente gli enti (Comuni e Province) che già eseguivano il servizio di controllo sui rispettivi territori.

Il 31 luglio 2014, scaduto il contratto d’incarico alla cooperativa Vit, l’amministrazione comunale di Lecce rinunciò alla delega e comunicò tale decisione alla Regione che, di fatto, ne assunse l’intera responsabilità. Dopo qualche mese, la Regione Puglia modificò la delega alla Provincia di Lecce, includendo anche il territorio del Comune di Lecce. Nel frattempo, il 15 ottobre 2014, entravano in vigore i decreti attuativi del DPR 74 e con essi anche nuovi controlli da effettuare sugli impianti, nuova modulistica da utilizzare, tempi più stringenti per le operazioni di manutenzione. Ad oggi la Provincia di Lecce non ha ancora provveduto ad attivare i controlli sul proprio territorio”.

 

fonte: il Paese Nuovo

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