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Caldaia a condensazione in canna fumaria con apparecchi di tipo C

risponde il Geom. Walter Marabelli, tecnico OLI canne fumarie

La norma UNI 7129 2015 PARTE 3 punto 5.1  recita: “nel caso di canne collettive esistenti, è ammessa la possibilità dì sostituire un apparecchio di tipo C convenzionale con uno a condensazione solo in presenza di verifica dimensionale secondo la UNI EN 13384·2, la UNI 10641 o altro metodo di comprovata efficacia, che preveda la possibilità di sostituire tutti gli apparecchi collegati con apparecchi a condensazione (anche in momenti diversi) e garantisca la funzionalità in ogni condizione. Inoltre, prima della verifica dimensionale devono essere verificate le altre caratteristiche essenziali per garantire la compatibilità tra la canna collettiva e i nuovi apparecchi nonché il corretto funzionamento ad umido della canna collettiva.”

Detto questo, come si evince dalla norma, la sostituzione di una caldaia convenzionale con una condensazione non è così scontata come sembra, ma richiede l’intervento di un termotecnico che a seguito di una verifica dettagliata confermi la possibilità di sostituzione.

Ma entriamo un pò più nel dettaglio della risposta.

“Dalla lettura dell’articolo della UNI 7129, si evidenzia che innanzitutto si parla sempre di impianti ESISTENTI e non di nuova realizzazione, in quanto per quelli nuovi è espressamente vietato mischiare gli apparecchi di Tipo C tradizionali con quelli a condensazione.

Per gli impianti esistenti la sostituzione di una caldaia Tipo C convenzionale con una a condensazione non è proprio così scontata come sembra, occorre infatti sempre passare due livelli di verifica:

  1. uno riferito al materiale del camino esistente
  2. e l’altro alla compatibilità del diametro installato

1) Per la verifica del materiale occorre per prima cosa che sia presente l’etichetta di prodotto o il certificato CE, da cui si può desumere la designazione specifica del materiale e all’interno della quale se troviamo le indicazioni:

  • la lettera “W” (idoneo a lavorare a umido),
  • il grado di resistenza alla corrosione “V2” (idoneo per una condensazione a gas)
  • e la tenuta di pressione, almeno P1 (minimo per apparecchi forzati)
  • potremmo affermare che il prodotto installato è idoneo all’uso promiscuo.

Buona cosa sarebbe comunque eseguire una prova di tenuta per verificare che il camino sia in classe P1 (200 Pa di tenuta). Ragionare semplicemente con “ho trovato un AISI 316 quindi il camino va bene” NON è assolutamente CORRETTO.

2) Ipotizzato di aver esito positivo dalla prima analisi occorre verificare il diametro del camino esistente, il quale, deve essere dimensionato calcolando che  TUTTE le caldaie installate attualmente potranno col tempo essere sostituite con altre  a CONDENSAZIONE, preservando così il diritto di utilizzo del bene condominiale a tutti i condomini.

Trattandosi di canna fumaria collettiva, ovviamente la verifica del diametro, dimensionamento, deve essere eseguita da un tecnico/progettista abilitato, come viene indicato dal DM 37/08.”

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