Home > Impianti Termici > Confronto tra il rendimento misurato e quello di riferimento

Confronto tra il rendimento misurato e quello di riferimento

Il rendimento di riferimento deve essere valutato utilizzando le formule reperibili nel:

Allegato B al D.P.R. 74/2013, per caldaie installate in data antecedente al 24 febbraio 2007

Allegato 5 alla D.G.R. 46-11968 del 4 agosto 2009, per caldaie installate dal 24 febbraio 2007 in poi.

Secondo la normativa UNI 10389, il rendimento misurato dallo strumento, considerata “l’incertezza della misura”, deve essere indicato con un’incertezza di ±2 punti percentuali.

A maggior tutela di chi ha operato la misura, si deve quindi adottare il segno “+”, aumentando per tanto  di  due  punti  percentuali  il  rendimento  misurato  dallo  strumento,  prima  del confronto con il rendimento di riferimento.

Esempio: 

Impianto ubicato in edificio con canne fumarie collettive ramificate; caldaia alimentata a gas naturale, di potenza pari a 30 kW, installata nel 2010.

Secondo la D.G.R. 46-11968, il rendimento di riferimento è pari a:

87 + 2 * log Pn = 87 + 2 * log 30 = 87 + 2 * 1,477 = 89,954 %

Supponiamo che il rendimento misurato sia 90%:

90 + 2 = 92% rendimento da utilizzare per il confronto, che sarà   comunque positivo 

Se il rendimento misurato fosse stato 88%, si avrebbe avuto:

88 + 2 = 90%, con un risultato positivo garantito dall’incertezza nella misura. 

Se il rendimento misurato fosse stato 87%, si avrebbe avuto:

87 + 2 = 89%, con risultato sicuramente negativo, e conseguente l’obbligo di sostituzione della caldaia secondo quanto stabilito dal d. lgs. 192/05 e s.m.i. 

Potrebbe piacerti anche
Cosa si intende con ristrutturazione dell’impianto termico?
NO manutenzione caldaia? Decade l’APE
Rapporto di Efficienza Energetica: ERRORI DA EVITARE
Confronto tra il rendimento misurato e quello di riferimento

Leave a Reply